Il mattone diventa digitale

Negli ultimi 20 anni, il potere dell’influenza dei portali immobiliari ha continuato a crescere fino al punto che oggi la stragrande maggioranza delle ricerche immobiliari inizia su Internet e quasi tutte le società immobiliari hanno una presenza online. Quello che non è cambiato molto negli ultimi anni è stato come si acquista e come si vende una casa, almeno fino ad ora.

Un nuovo gruppo di startup come Casavo, Homepal e Walliance è entrato nel settore immobiliare con una proposta commerciale diversa, focalizzata sulla trasparenza e l’efficienza in un settore, quello immobiliare, che è stato digitalizzato molto poco fino ad oggi. A questo tipo di startup, le si racchiude sotto il termine: proptech, da property e technology, proprietà intesa come immobile e tecnologia.

Queste nuove aziende digitali sorgono perché nel settore immobiliare ci sono diversi problemi. Dalle alte commissioni degli agenti immobiliari fino allo scarso utilizzo delle tecnologie informatiche che fanno le agenzie immobiliari. Le imprese proptech mettono a disposizione degli utenti strumenti e servizi online, come rapporti di valutazione, fotografie professionali o la promozione dell’appartamento nei principali portali immobiliari.

La soppressione delle commissioni di agenzia è la loro grande rivendicazione commerciale come dimostrano alcuni dei loro slogan, “Come un’agenzia, senza i costi d’agenzia”. Un risparmio che, a seconda dei casi, può arrivare a superare i 7.000 euro. A differenza dei canali tradizionali, che solitamente applicano una provvigione che si aggira tra il 2 e il 3%, ma che a seconda della zona in cui si trova l’immobile può raggiungere il 5%, le piattaforme proptech applicano una commissione fissa il cui importo varia a seconda dei servizi che contratta il proprietario dell’immobile.

Il prezzo dei piani varia tra 900 e 4000 euro. Il più economico include la valutazione dell’immobile e una fotografia professionale per la pubblicazione nei principali portali immobiliari. Mentre i piani premium assicurano al venditore il filtraggio e la gestione delle visite, assistenza legale e accompagnamento al notaio.

Questo pagamento è effettuato per operazione e non dipende dal volume della transazione: il piano tariffario è lo stesso sia per un immobile da 90.000 euro che per uno da 900.000 euro. Inoltre, i servizi vengono sottoscritti per un periodo di tempo limitato, tra i sei mesi e un anno. Se dopo tale periodo il proprietario non ha venduto la sua casa, gli verrà rimborsato l’importo che ha pagato.

La riduzione del tempo nel quale viene venduto l’immobile è un altro dei vantaggi che le “agenzie immobiliari digitali” offrono e utilizzano per attirare clienti e incrementare il numero di immobili nel proprio portfolio. Secondo il rapporto sul mercato immobiliare prodotto da Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) nel 2017, il tempo medio di vendita di una casa in Italia è di oltre 6 mesi nel 45% dei casi. Chiaramente, la proposta delle imprese proptech che in alcuni casi, promettono affiancati da algoritmi intelligenti che analizzano i dati catastali e quelli riguardanti il quartiere nel quale l’immobile è inserito e danno il via libera all’operazione, di comprare la tua casa in soli 30 giorni trova, tra i consumatori, un grande appeal.

Le proptech, grazie ai dati, sono in grado di approssimare la valutazione dell’immobile in modo molto accurato. Una volta in vendita, adeguano il loro prezzo al mercato, il che riduce notevolmente l’incertezza sulla vendita. Il periodo medio di vendita di un appartamento in Homepal è di 45 giorni, e 30 con Casavo secondo i dati che le aziende pubblicano sulle loro pagine web. La vostra agenzia immobiliare sa fare di meglio?

Convincere il proprietario a pagare in anticipo, indipendentemente dal fatto che l’immobile venga poi venduto, è la grande sfida che devono affrontare molte di queste nuove piattaforme.

Tutte queste nuove realtà guardano al mercato inglese per prendere spunto e copiare dai migliori sulla piazza. La proptech inglese Purplebricks ha debuttato sul mercato azionario nel 2015 è attualmente viene valutata oltre 1000 milioni di euro. Nel Regno Unito, il 15% degli appartamenti viene già venduto attraverso l’intermediazione delle agenzie digitali e nei prossimi anni è probabile che la percentuale arrivi a toccare il 30% del totale degli immobili inglesi. Il 25% delle agenzie in Italia vende meno di tre immobili all’anno. Attraverso un ridimensionamento del mercato italiano che ad oggi conta circa 12mila agenzie immobiliari, le agenzie immobiliari digitali potranno farsi strada e guadagnare importanti quote di mercato.

Fabrizio Villani