Piattaforme P2P e banche possono coesistere?

Il Peer to Peer lending (spesso semplicemente abbreviato in P2P lending) nasce nel 2005 con Zopa nel Regno Unito, seguita l’anno successivo da Prosper e Lending Club negli Stati Uniti. In pochi anni, a causa della crisi finanziaria del 2008, che rende i prestiti da parte delle banche irraggiungibili per la fascia di clienti medio-bassa, questo modello finanziario alternativo dimostra di poter funzionare su larga scala. La costante crescita di questa nuova area di mercato raggiungerà un valore stimato di 150 miliardi di dollari entro il 2025 (PwC).

Per comprendere il funzionamento del modello finanziario del P2P Lending, diamo un’occhiata a Smartika, azienda fondata nel 2007 in Italia. Il business della società è basato su una piattaforma online che gestisce i flussi monetari tra prestatori (lenders) e richiedenti (borrowers). I borrowers possono inoltrare una richiesta di finanziamento (un prestito personale fino a 15.000 euro).

In base al merito creditizio del richiedente, sarà proposto un tasso di interesse che varia a seconda del rating assegnato e dell’offerta disponibile. I lenders, invece, investono il proprio capitale scegliendo tra le diverse categorie di rischio. Per ottenere una elevata diversificazione del rischio, la piattaforma suddivide la somma investita dagli stessi allocando piccole quote di capitale su diversi borrowers. Nell’Agosto del 2018, i lenders sulla piattaforma di Smartika erano oltre 6400 e dal 2008 sono stati erogati più di 5400 prestiti, per un totale di circa 30 milioni di euro.

Le rigide regolamentazioni e l’attaccamento al passato dei maggiori istituti bancari, hanno ritardato l’ingresso degli stessi in questo settore di mercato. Eppure, creare una collaborazione con una piattaforma di lending consentirebbe alle banche di offrire servizi a basso prezzo ad una fascia di clienti che prima non poteva essere soddisfatta. Il possibile acquisto o collaborazione sembra un’opzione attraente per le istituzioni bancarie. Le stesse piattaforme di lending sarebbero avvantaggiate grazie alla possibilità di servire nuovi clienti ed utilizzare le conoscenze sulla gestione del rischio detenute dalle banche. In uno scenario ideale, un individuo, il cui merito creditizio non soddisfa i requisiti delle banche, sarà reindirizzato alla piattaforma che ne prende cura.

Il P2P lending viene generalmente associato a startup che intendono innovare il panorama del mondo finanziario. Nonostante queste iniziative possano essere mal viste dagli istituti bancari, in quanto tali startup si presentano come potenziali sostituti degli stessi, si sta attualmente verificando un’intersezione tra le due parti. In particolare, le banche stanno investendo in due modi diversi in queste iniziative.

La prima tipologia di investimento consiste nell’acquistare blocchi di prestiti provenienti dalle piattaforme di lending. In questo modo, le banche supportano attivamente la startup presentandosi come un lender dal portafoglio molto profondo.

La seconda modalità, consiste in una vera e propria alleanza tra le due parti in gioco. Un esempio di questo fenomeno sono Santander e Funding Cirlce, JP Morgan Chase e OnDeck Capital e Auxmoney con SWK Bank solo per nominarne alcune. Ritornando sul caso italiano, invece, il Gruppo Sella ha recentemente acquistato l’85% di Smartika, inglobandola nella società.

Un’eccezione é rappresentata da Goldman Sachs, la cui Board ha deciso nel 2015 di creare uno spin-off interno, Marcus, una piattaforma online dedicata al P2P lending.

Marcus viene definita dal CEO di Goldman Sachs Marti Chavez come una startup con 149 anni di esperienza. Grazie alla conoscenza tecnica detenuta da Goldman Sachs, e alla facilità nell’utilizzo della piattaforma, Marcus ha erogato 2 miliardi di dollari di prestiti in meno di due anni dalla nascita. In aggiunta, la cifra stimata per i prossimi tre anni si aggira intorno ai 13 miliardi secondo il CEO Chavez. Il servizio, inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti, é ora arrivato anche in Europa. Infatti, alla fine di Settembre del 2018, Goldman Sachs ha ufficializzato l’apertura della piattaforma nel Regno Unito dopo lo strabiliante successo in casa.

Perché Marcus?

No fees. Ever.

Goldman Sachs ha supportato la crescita di Marcus con una campagna di marketing focalizzata sulla trasparenza del servizio. Come chiaramente evidenziato nella tabella sulla sinistra, le piattaforme in competizione con Marcus comportano un esborso di denaro significativamente maggiore, in termini di interesse, per coloro che richiedono un prestito.

Branding

Con alle spalle un colosso come Goldman Sachs, Marcus é sinonimo di sicurezza e affidabilità. Infatti, le disponibilità economiche di Goldman Sachs e il successo a livello globale della stessa mettono Marcus in una posizione favorevole nel ring della competizione.

In conclusione, considerata la crescita esponenziale del capitale erogato da Marcus, la scommessa di Goldman Sachs può essere considerata vincente.

A questo punto, come reagiranno gli altri istituti bancari? Assisteremo alla creazione di altre piattaforme di P2P lending?

Edoardo Lanzini