Proposta di Regolamento sul crowdfunding e ICO: cosa dovete assolutamente sapere

Si è molto discusso, nelle ultime settimane, della proposta di Regolamento europeo sul crowdfunding e, in particolare, delle modifiche apportate dal Parlamento al testo proposto della Commissione lo scorso 8 marzo.

La proposta di Regolamento intende facilitare l’accesso a forme di finanziamento non bancarie per le imprese che, per ragioni strutturali o a causa delle condizioni di mercato, faticano a finanziarsi tramite i canali bancari tradizionali. Le imprese innovative, le start-up e le società non quotate si troverebbero a disporre di un efficace strumento di finanziamento alternativo, erogato mediante piattaforme di crowdfunding autorizzate e “certificate” a livello europeo e soggette a vigilanza.

L’aspetto di maggiore interesse del testo adottato dal Parlamento riguarda, inoltre, l’introduzione di un primo tentativo di regolamentazione (parziale) delle initial coin offering (ICO), con la previsione della possibilità, per le piattaforme di crowdfunding, di gestire campagne di finanziamento di progetti basati su blockchain attraverso emissione di token.

Siete interessati a lanciare una piattaforma o una campagna di crowdfunding a livello europeo? Avete un progetto basato su blockchain e le valli svizzere non vi attraggono particolarmente?

Ecco cosa dovete assolutamente sapere.

La proposta di Regolamento non riguarda tutte le tipologie di crowdfunding (e di ICO)

Ove definitivamente approvato, il Regolamento non disciplinerebbe tutte e indistintamente le possibili tipologie di crowdfunding, restando espressamente esclusi modelli basati su forme di ricompensa per i finanziatori (cd. reward-based crowdfunding) o su forme di donazione (cd. donation-based crowdfunding).

Resterebbe inoltre esclusa, per espressa previsione normativa, la prestazione di servizi di crowdfunding a favore dei consumatori e, di conseguenza, i prestiti peer-to-peer a favore di soggetti diversi dalle imprese.

Il Regolamento si applicherebbe, invece, alle tipologie di crowdfunding basate:

(a) sull’investimento (cd. equity-based crowdfunding), attraverso il quale gli investitori diventano a tutti gli effetti soci dell’impresa finanziata, mediante l’acquisto di valori mobiliari quali, tipicamente, azioni o titoli equivalenti, e

(b) sul prestito alle imprese (cd. business lending-based crowdfunding), tramite la quale gli investitori possono finanziare un progetto o un’impresa mediante concessione di prestiti, a fronte di un interesse ulteriore rispetto al capitale prestato.

Discorso analogo vale anche per le ICO condotte attraverso piattaforme di crowdfunding, restando espressamente escluse dal relativo ambito di applicazione le ICO con emissione di token che non conferiscono un diritto nei confronti di una controparte (sia essa la stessa emittente o un terzo) quali, tipicamente i token di criptovalute “native”, che costituiscono unità di valore utilizzabili per acquistare beni e servizi da soggetti diversi.

Le disposizioni del Regolamento si applicherebbero, invece, alle emissioni di token che conferiscono diritti nei confronti di una controparte, quali gli utility token, gli equity token e i security token.

Adempimenti light, ma attenzione ai limiti

La tipica agevolazione connessa alle operazioni di crowdfunding riguarda l’esenzione dagli adempimenti normativamente previsti per l’emissione di strumenti finanziari e, in particolare, dell’obbligo di pubblicazione del prospetto e della valutazione di adeguatezza per l’investitore.

Ciò non significa, tuttavia, che le imprese e i gestori delle piattaforme siano esentati da qualsiasi adempimento a tutela degli investitori: la proposta di Regolamento impone, infatti, pervasivi obblighi di trasparenza e di verifica delle conoscenze in campo finanziario dell’investitore e di simulazione della capacità di questi ultimi di sostenere delle perdite.

Il tutto, chiaramente, nei limiti di importo massimo per operazione di crowdfunding, innalzata dal Parlamento a 8.000.000 di Euro per offerta in un periodo di 12 mesi. Si tratta, peraltro, del valore massimo fino al quale gli Stati membri possono esentare le offerte di titoli al pubblico dall’obbligo di pubblicazione di un prospetto ai sensi del Regolamento (UE) 2017/1129.

Infine, sono da tenere in debita considerazione da parte dei gestori delle piattaforme di crowdfunding le previsioni in materia di prevenzione dei conflitti di interesse, outsourcing di funzioni operative e comunicazioni di marketing agli investitori.

Tra autorizzazione europea e regimi nazionali

Chi volesse essere autorizzato a prestare servizi di crowdfunding ai sensi del Regolamento dovrà presentare domanda all’Autorità nazionale competente nello Stato membro (e non all’ESMA, come previsto nella proposta originaria della Commissione), dimostrare l’aderenza ai requisiti previsti e sottoporsi a vigilanza da parte della medesima Autorità.

Ma cosa accade agli operatori già autorizzati all’esercizio di attività di crowdfunding ai sensi delle normative nazionali? La proposta di Regolamento adotta, sul punto, un sistema di “doppio binario”, escludendo espressamente dal proprio ambito applicativo i prestatori che “operano in conformità al diritto nazionale di uno Stato membro”.

I gestori di piattaforme di crowdfunding autorizzati ad operare ai sensi delle normative nazionali potranno quindi decidere di richiedere l’autorizzazione ad operare (anche) a livello europeo sulla base del Regolamento, oppure continuare ad operare a livello puramente nazionale in conformità alla normativa locale.

What’s next?

Il Regolamento sul crowdfunding è ancora alla fase di proposta adottata con emendamenti in prima lettura dal Parlamento europeo.

La proposta dovrà quindi ora essere valutata dal Consiglio, che potrà confermare la posizione del Parlamento e, di conseguenza, adottare definitivamente il Regolamento, oppure modificare la posizione del Parlamento, ritrasmettendo la proposta a quest’ultimo per una seconda lettura.

Tech Mood continuerà a monitorare la situazione e a fornirvi tutti gli aggiornamenti.

Stay tuned!

Marco Galli