In un mondo di fuffa: ben venga la blockchain

Anche nel nostro Paese (come è già successo e tuttora accade in altri Paesi Europei con ritmi e frequenze ben più elevate) stiamo assistendo a una vera e propria proliferazione di eventi su i temi più in voga del momento: intelligenza artificiale, blockchain, fintech, insurtech, regtech , crowdfunding, proptech, ecc.

Sia ben chiaro non sono contro la proliferazione di eventi su temi innovativi che reputo fondamentale per rompere il “soffitto di cristallo tutto italiano che ci vede dubbiosi e lenti nel cogliere le innovazioni e creare un ecosistema a supporto della nascita e della crescita di realtà innovative nel nostro paese (è vero ci sono alcuni segnali positivi come il fatto che siamo ormai prossimi a quota 10mila startup innovative in Italia e che gli occupati siano saliti a 52mila unità, con Milano in testa con 1.669 startup, seguita da Roma a 916 e Napoli a 330) ma non è tutto oro quello che luccica.

Manca una massiccia presenza di una serie di attori che dovrebbero permettere ad un ecosistema di crescere e svilupparsi: istituzioni preparate e competenti (che concretamente supportino le imprese fin dalla fase strategica precedente alla loro costituzione fino al trionfo sui mercati internazionali), investitori professionali (*con annessa cultura finanziaria all’investimento in startup), startup con team in possesso di tutte le skills e competenze necessarie per trionfare (almeno sulla carta e con buona pace dei manager di lunga data che costretti a dover affrontare una riconversione della loro carriera troppo spesso si improvvisano startupper, almeno per un giorno).

La cosa che più mi preoccupa è il pressappochismo dei più, cerco di spiegarmi meglio.

Non passa giorno che io non riceva un invito per partecipare ad un evento in ambito fintech, ultimamente vanno per la maggiore gli eventi sulla tecnologia blockchain e le ICO (vorrei tralasciare per il momento il fatto che per molti organizzatori uno speaker dovrebbe essere sempre disponibile a sobbarcarsi costi di trasporto e spese di vitto e alloggio per un evento in una città a più di 800 km di distanza dal suo luogo di residenza e lavoro e per giunta DAR LA GRAZIA per “la opportunità” e se possibile portare o trovare anche uno Sponsor per coprire i costi dell’evento), solitamente la prima cosa che faccio prima di accettare o rifiutare l’invito, è andare a vedere chi saranno gli speakers invitati all’evento e se non li conosco approfondire il loro profilo per farmi una idea un po’ più chiara del loro “spessore tecnico tattico” come direbbe il buon vecchio Antonio Conte imitato da Crozza qualche anno fa.

Ebbene, oggi non è una giornata diversa da ieri. Anche oggi l’invito è arrivato.

Scopriamo insieme i primi 5 speakers confermati a prender parte all’evento e il loro bagaglio accademico e/o imprenditoriale:

SPEAKER 1:

sesso: uomo

titolo su linkedIn: Blockchain ICO Advisor

titolo di studio: laurea triennale in ingegneria informatica (non è dato sapere in quale università), attualmente iscritto a un nuovo corso di laurea presso una Università Telematica.

carriera lavorativa: principalmente advisor, affiliate marketing e cofondatore di qualche iniziativa in ambito ICO e/o blockchain (di cui non ho mai sentito parlare fino ad oggi, sicuramente trascurabile).

SPEAKER 2:

sesso: uomo

titolo su linkedIn: Blockchain Advisor

titolo di studio: Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma

carriera lavorativa: da 18 anni avvocato, da poco meno di due anni ha avviato due “progetti blockchain”, se si clicca sulla pagina aziendale del progetto non ci sono altri membri del team. Preferisco non parlarmi dei siti internet delle due iniziative blockchain.

SPEAKER 3:

sesso: uomo

titolo su linkedIn: Bitcoin entrepreneur

titolo di studio: master degree in prestigiosa business school

carriera lavorativa: da poco meno di tre anni ha avviato con il suo team una impresa che facilita l’utilizzo del bitcoin nella vita di tutti i giorni.

SPEAKER 4:

sesso: donna

titolo su linkedIn: avvocato penalista esperto legale nel settore del XXX (non relazionato con Blockchain e/o ICO) e (immancabile) blockchain advisor

titolo di studio: Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma

carriera lavorativa: da poco meno di due anni sta prendendo parte a una iniziativa blockchain, unica esperienza sul suo profilo linkedIn.

SPEAKER 5:

sesso: uomo

titolo su linkedIn: Blockchain evangelist ICO Advisor

titolo di studio: Università degli Studi di Torino (non è dato sapere che titolo di studio abbia conseguito).

carriera lavorativa: principalmente in ambito politico (probabilmente sarebbe meglio dire parapolitico).

Conclusione: Di 5 speakers reputo potenzialmente interessante andare ad ascoltare e sentire 1 solo di questi 5 speakers, semplicemente perché gli altri personalmente non li reputo sufficientemente preparati per potersi fregiare degli altisonanti titoli che hanno deciso di utilizzare sul loro profilo linkedIn.

Probabilmente sono un soggetto che si fida poco (la blockchain risolverà anche questo problema), un modo per aumentare la mia fiducia verso il prossimo sarebbe stato vedere sul profilo di questi 5 speakers delle raccomandazioni da parte di “altri” professionisti che con loro hanno lavorato o delle certificazioni e/o traccia di corsi effettivamente svolti nel settore che dicono di padroneggiare.

Estremamente curioso di conoscere il loro livello di conoscenza tecnica rispetto alla tecnologia blockchain, tecnologia che è bene ricordare è ancora in una fase sperimentale, quando in giro per il mondo ci sono bitcoin core developer che su LinkedIn non fanno il passo più lungo della gamba con il titolo professionale che scelgono di mostrare agli altri utenti di questo famoso social network.

Lo so non dovrei “lamentarmi” è il famoso effetto linkedIn (più sotto troverete una immagine chiarificatrice) quel principio per il quale una persona meno ha fatto o fa nella vita e più si sente deliberato a spararla grossa per quanto riguarda la sua attuale professione e le sue reali competenze.

Una grande verità che ci passa tutti i giorni sotto gli occhi è che:

I social network, nati con il presunto scopo di connettere tra di loro individui collegati da un legame sociale di qualche tipo, sono ormai diventati principalmente delle piattaforme di marketing.

In un recente comunicato il MIUR — Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha confermato che l’Italia adotterà a pieno la tecnologia blockchain per il riconoscimento dei titoli di studio, inizialmente partendo dai rifugiati e successivamente anche per gli studenti italiani.

La blockchain offrirà la possibilità ai cittadini rifugiati di ricostruire il proprio percorso di formazione e di vedere riconosciute le proprie competenze non solo in Italia ma in tutti i Paesi che la utilizzano.

Il comunicato si conclude con: “Da un’economia basata sul valore delle merci passeremo, finalmente, ad un’economia basata sul valore delle persone”.

Sempre il Miur di recente ha lanciato una call per esperti sulla tecnologia blockchain, nell’avviso pubblico di selezione si leggono tra i criteri:

competenza ed esperienza comprovate e strettamente pertinenti, anche a livello europeo e/o internazionale, in materia di DLT e blockchain e nelle loro applicazioni, comprese le competenze di chiara rilevanza in ambito tecnologico, imprenditoriale, giuridico e scientifico;

comprovata capacità di rendere note efficacemente le esigenze e le istanze degli stakeholder o dell’organismo di riferimento;

Sinceramente dalla lettura di questi due punti, dei dubbi mi sorgono e se siete arrivati fin qua con la lettura del testo, potete anche immaginare quali sono.

Spero che la tecnologia blockchain permetterà di ottenere effettivamente un miglioramento nella conferma dei titoli di studio e delle competenze e che lo faccia nel minor tempo possibile!

Nel frattempo, credo che dovrò subirmi, dovremo subirci ancora diversi anni di fuffa galattica come se fosse antani.

Il tema era già stato affrontato in parte da Emanuela Campari Bernacchi nel suo articolo Guess What #2: Se non studi cadi nella rete!

Per gli amici e le amiche “esperti blockchain e ICO advisor” seguite un consiglio: formatevi e studiate prima di correre ad aggiornare il vostro profilo LinkedIn.

Fabrizio Villani