La leva calcistica 4.0

Francesco De Gregori, in uno dei pezzi più belli dedicati al mondo del calcio, afferma che “un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”. Il giocatore in questione avrebbe poi vestito la maglia numero 7 nella propria squadra (un’ala destra cuore e polmoni alla Bruno Conti (per i più nostalgici), oppure un attaccante moderno e devastante alla Cristiano Ronaldo (per i più moderni)).

Volendo provare ad adattare il testo della “Leva calcistica del 68” al mondo del calcio all’alba della quarta rivoluzione digitale, possiamo senz’altro affermare che una squadra di calcio che intenda avvicinarsi al paradigma dell’impresa 4.0 e proporsi come squadra “tech” la vedi sicuramente dal “coraggio” e dalla “fantasia”

Parliamo del coraggio: è davvero difficile pensare al mondo del calcio quale antesignano delle evoluzioni tecnologiche; al contrario, le novità tecnologiche fanno breccia (quando ci riescono…) nell’universo del pallone molto lentamente e scalfire prassi e abitudini consolidate nel tempo risulta essere impresa assai ardua. Pensiamo al compianto Aldo Biscardi che, nel suo storico “Processo”, aveva fatto della moviola in campo un vero e proprio tormentone televisivo e che non è riuscito a vedere nessuna partita arbitrata con l’uso della VAR. Oppure pensiamo alle “drammatiche” scene consumate nelle ultime ore di calcio-mercato con veri e propri improbabili lanci “fisici” di contratti nella sede della Lega Calcio (ricordate Pastorello nel 2008?) per tesserare l’ultimo campione (al foto-finish), o di affari di mercato saltati per inefficienze strutturali (come dimenticare “l’assenza dell’internet” funzionante denunciata da Mino Raiola nel 2013 che costò il naufragio di una trattativa di calcio-mercato che sembrava esser conclusa).

Parliamo della fantasia: navigando nella rete, digitando i termini blockchain e calcio in qualsiasi motore di ricerca abbiamo una varietà abbastanza ampia e fantasiosa dell’uso delle cryptocurrency, dei token o della tecnologia associata al mondo del pallone. Possiamo ad esempio leggere del primo trasferimento di un calciatore turco pagato con bitcoin, oppure (il caso del Rimini) di quote di un club pagate in criptovaluta; così come possiamo scoprire delle piattaforme innovative che offrono servizi tech di vario tipo al mondo del pallone: ad esempio “Tifosy” (che annovera tra i soci fondatori un campione come Gianluca Vialli) che offre ai club la possibilità di raccogliere risorse finanziarie (mediante forme tecniche diverse) dai propri supporter (o da semplici investitori) grazie ad un processo interamente on-line, trasparente e regolamentato; oppure “Socios” (fresca di un accordo di partnership pluriennale con la Juventus) che è una piattaforma di blockchain che permette di realizzare un “Official Fan Token” (vale a dire un gettone o più semplicemente una tessera fedeltà 4.0) che può essere scambiato sulla piattaforma dai tifosi e usato dagli stessi per interagire con il proprio club del cuore mediante sistemi di rewards, polls e votazioni.

Al momento quello che sembra mancare nell’industria calcistica è il giusto mix di “fantasia” e “coraggio” che permetta la realizzazione di un progetto “ad ampio respiro” teso ad abbracciare la digitalizzazione ed il mondo tech a 360 gradi, invece di fermarsi a singoli progetti mirati o a singole iniziative sporadiche. I club che per primi sapranno avvicinarsi al paradigma delle imprese 4.0 sfruttando al meglio le potenzialità delle innovazioni tech (i.e. token — crowdfunding — blockchain –smart contract), mixandole e adattandole al proprio modello societario e di business, vincendo la “paura” della digitalizzazione (un po’ come ha fatto Nino “vincendo la paura per il calcio di rigore” — per ritornare a De Gregori), potranno non solo ottenere vantaggi competitivi importanti nei confronti delle proprie concorrenti, ma possono fare “da volano” per tutto il sistema-calcio spingendo per la sua modernizzazione e per renderlo sempre più fruibile ed accessibile ai milioni di appassionati, nel mondo, di questo fantastico sport.